A cura del team di Addlab — aggiornato a giugno 2026
Google Ads non ha un prezzo fisso: paghi per clic e il costo dipende dal settore, dalla concorrenza sulle parole chiave e dal tipo di campagna. In Italia nel 2026 il costo per clic va da circa 0,25 € per le ricerche di brand fino a oltre 4 € per i servizi locali più contesi, come «idraulico Milano». Un budget sensato parte da circa 1.000 € al mese per un'attività locale e arriva a 15.000-25.000 € per un e-commerce che lavora sul volume. La gestione, se ti affidi a un'agenzia, è una voce a parte.
Da cosa dipende davvero il costo di Google Ads
Il costo di una campagna Google Ads dipende da tre cose: quanto paghi ogni clic, quanti clic ti servono per ottenere un risultato e che tipo di campagna usi. Non c'è un listino. Ogni volta che qualcuno cerca su Google parte un'asta tra gli inserzionisti, e il prezzo del clic si forma lì, in quel momento. Su questo prezzo pesano due forze opposte. Da un lato la concorrenza: più aziende vogliono comparire sulla stessa parola chiave, più sale l'offerta. Una keyword come «avvocato divorzista» costa molto più di una ricerca di nicchia, perché il valore di un cliente è alto e tutti la vogliono. Dall'altro c'è il punteggio di qualità, che secondo la documentazione di Google Ads premia gli annunci pertinenti con clic più economici. Un annuncio scritto bene, su una pagina coerente con la ricerca, paga meno della concorrenza per la stessa posizione. Due aziende dello stesso settore possono quindi spendere cifre molto diverse per lo stesso identico clic. È la ragione per cui «quanto costa Google Ads» non ha una risposta secca, ma una risposta a fasce.Come si paga su Google Ads: CPC, CPM e CPA
Prima dei numeri serve capire cosa stai comprando, perché il modello di costo cambia a seconda dell'obiettivo. Su Google Ads esistono tre modi di pagare. CPC, costo per clic. Paghi solo quando qualcuno clicca sull'annuncio. È il modello delle campagne di Ricerca e, in buona parte, di Performance Max. Quando si parla di «quanto costa Google Ads» di solito si intende questo. CPM, costo per mille impressioni. Paghi ogni mille visualizzazioni dell'annuncio, a prescindere dai clic. È tipico delle campagne di sola notorietà, su Display o Demand Gen, dove l'obiettivo è farsi vedere da tanti, non portare subito un clic. CPA, costo per azione. Qui non paghi il clic ma ragioni per conversione. Con le offerte automatiche come il CPA target dici a Google quanto sei disposto a spendere per un contatto o una vendita, e l'algoritmo gestisce le offerte per starci dentro. È il modello a cui tende oggi la maggior parte degli account maturi, perché lega la spesa al risultato invece che al traffico. La conseguenza pratica: confrontare due campagne solo sul CPC è fuorviante. Un clic da 2 € che porta un cliente da 3.000 € vale molto più di un clic da 10 centesimi che non converte mai. Il numero che conta davvero, alla fine, è il costo per conversione.Quanto costa un clic su Google Ads per tipo di campagna
Il costo per clic varia in modo netto a seconda del tipo di campagna. Questi sono i numeri reali dai nostri account gestiti, gennaio-maggio 2026:- Ricerca di brand: 0,25-0,50 €. Sono le persone che cercano già il tuo nome. Costano poco e convertono moltissimo.
- Ricerca generica (non brand): 0,53-2,05 €. Qui competi con tutti gli altri del settore, e il prezzo sale parecchio.
- Performance Max: 0,28-1,05 €. La campagna automatica che distribuisce gli annunci su tutta la rete Google; il CPC dipende molto da quanto è freddo il pubblico intercettato.
- Demand Gen: 0,04-0,68 €. Clic economicissimi, ma è traffico freddo in stile social: serve a farsi scoprire, non a vendere subito.
Quanto costa Google Ads per settore
Il settore è la variabile che sposta di più il costo. Una clinica e un servizio di noleggio possono pagare il clic dieci volte di più o di meno l'una dall'altro. Ecco i CPC stimati da Semrush per alcune parole chiave commerciali rappresentative, sul mercato italiano nel 2026, dal più caro al più economico:- Idraulico Milano: 4,22 € a clic
- Corso di inglese: 3,48 €
- Assicurazione auto: 2,69 €
- Installazione condizionatore: 1,91 €
- Avvocato divorzista: 1,39 €
- Agenzia immobiliare Milano: 0,83 €
- Noleggio lungo termine: 0,40 €
Qual è il budget minimo sensato
Per un'attività locale, sotto i 1.000 € al mese Google Ads fa fatica a dare risultati leggibili. Con meno budget i dati arrivano col contagocce, l'algoritmo non ha abbastanza segnali per ottimizzare e i primi mesi diventano un tentativo al buio. Mille euro al mese sono il punto sotto cui, di solito, conviene aspettare. Salendo di scala il discorso cambia. Un e-commerce che vuole spingere sul volume entra facilmente nella fascia 15.000-25.000 € al mese, soprattutto se usa Performance Max e Shopping per coprire l'intero catalogo. Più budget significa più dati, ottimizzazione più rapida e margine per testare creatività e pubblici diversi. In mezzo c'è tutto il resto: piccoli e-commerce, studi professionali, attività di servizi che girano bene anche con 1.000-3.000 € al mese, a patto di concentrarsi su poche campagne fatte bene invece di disperdere il budget su dieci tentativi.Tre account reali a confronto
Per dare un'idea concreta, ecco tre account che gestiamo, anonimi. Sono tutti nel mondo beauty, ma con modelli di business e numeri molto diversi tra loro. Un grande e-commerce di cosmetica. Fascia di spesa 15.000-25.000 € al mese, l'80% investito in Performance Max. CPC medio bassissimo, 0,34 €, perché la campagna lavora sul volume e pesca tanto traffico a basso costo. CTR medio attorno al 2,2%. È il modello «vendo prodotti a tanti», dove conta il numero di clic e l'efficienza dell'automazione. Una clinica di medicina estetica. Fascia 1.000-2.000 € al mese, tutto su campagne di Ricerca, una per ogni trattamento. CPC medio 0,81 €, più del doppio dell'e-commerce, perché compete su query ad alta intenzione come «liposuzione laser a Milano». In cambio il CTR è molto alto, 7,6%, segno che intercetta persone già motivate. Il costo per contatto va da 12,70 € sui trattamenti più richiesti a oltre 40 € su quelli di nicchia. Qui il modello è «intercetto chi sta già cercando quel servizio». Un e-commerce beauty più piccolo. Stessa fascia di budget della clinica, 1.000-2.000 € al mese, ma struttura diversa: Performance Max sul catalogo più la ricerca di brand a protezione. CPC 0,32 €, in linea con l'altro e-commerce nonostante un budget dieci volte inferiore. La lezione è semplice: due aziende possono avere lo stesso budget e spenderlo in modi opposti. La clinica e il piccolo e-commerce investono entrambi 1.000-2.000 € al mese, ma uno paga il clic 0,81 € sulle ricerche e l'altro 0,32 € sull'automazione. Non esiste un modo «giusto» in assoluto: esiste il modello giusto per quel business. «La domanda che ci fanno tutti è quanto costa. Quella giusta è quanto rende. Un clic da 2 € che porta un cliente da 3.000 € è un affare; un clic da 10 centesimi che non converte mai è uno spreco.» — Team Paid Media, AddlabIn quanto tempo si vedono i risultati
Google Ads non parte a pieno regime dal primo giorno. Ogni campagna attraversa una fase di apprendimento, durante la quale l'algoritmo raccoglie dati per capire chi converte. Google indica come riferimento circa 15-30 conversioni nei primi 30 giorni per stabilizzare le offerte automatiche. Sotto quella soglia la campagna resta instabile e i costi ballano. Nella pratica, i primi risultati leggibili arrivano dopo 4-8 settimane. Le campagne di brand fanno eccezione: rendono quasi da subito, perché intercettano una domanda già calda. Le ricerche generiche e Performance Max chiedono più tempo e più budget prima di trovare il ritmo. Chi giudica un account dopo due settimane sta guardando i numeri sbagliati nel momento sbagliato. Questo ha un effetto diretto sul budget: serve abbastanza spesa, abbastanza a lungo, da far uscire le campagne dalla fase di apprendimento. Un budget troppo basso non è solo poco efficace, è proprio incapace di far imparare l'algoritmo.Gli errori che fanno lievitare la spesa
Buona parte dei budget sprecati che vediamo non dipende dal mercato, ma da configurazioni evitabili. I più comuni:- Non attivare la campagna di brand. Lasci che siano i concorrenti a comparire quando qualcuno cerca proprio il tuo nome, e ti giochi i clic più economici e redditizi che hai.
- Nessuna parola chiave a corrispondenza inversa. Senza le negative keyword paghi clic per ricerche irrilevanti: chi cerca «lavoro», «gratis» o «fai da te» ti costa e non comprerà mai.
- Budget troppo basso per uscire dalla fase di apprendimento. Spalmare pochi euro su tante campagne tiene tutto bloccato nel limbo iniziale.
- Mescolare brand e non brand nella stessa campagna. I dati si sporcano e l'algoritmo ottimizza male, gonfiando il costo per conversione.
- Tracciamento conversioni mal configurato. È l'errore più insidioso. In alcuni account che abbiamo ereditato, le «conversioni» contavano azioni minime come la visita a una pagina, con tassi di conversione dell'80% che non avevano nulla a che vedere con le vendite reali. Se misuri la cosa sbagliata, ottimizzi verso il nulla e spendi peggio.